Frodi alimentari. La repressione corre sul web

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La buona notizia è che i numeri dei controlli ad opera dell’ICQRF (l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), come emerge dall’ultimo rappporto in riferimento all’anno 2016, sono decisamente alti: 48.310. Questo il totale degli interventi, ispettivi e analitici, dell’intera filiera alimentare, al fine di contrastare quei fenomeni che vanno a danno del settore del food made in Italy.

La cattiva notizia è che i casi di Italian sounding, frodi e contraffazioni alimentari sono numerosissimi e si affacciano prepotentemente sulle grandi piattaforme di e-commerce a livello globale, anche se esistono importanti accordi di collaborazione per contrastare il fenomeno.

Cosa accade dunque sul fronte internazionale e sul web con il commercio elettronico alimentare, settore che sta prendendo sempre più piede tra i consumatori che acquistano in rete?

I numeri sono davvero importanti.

«Sul web, in particolare – come si legge dal rapporto – ICQRF ha rafforzato nel 2016 la cooperazione con Alibaba ed Ebay ed ha ottenuto risultati di rilievo anche su Amazon». Si contano 383 interventi con il 98% dei successi.

Oggetto di intervento sono stati soprattutto i wine kit (un set utile alla produzione di una bevanda idro-alcolica che ha poco a che vedere con il vino autentico) che evocano pregiati vini italiani e altri molteplici prodotti dai nomi ingannevoli.

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